Acting Out

Il “Teatro dell’anima” di Arnolfo Petri, dopo aver esplorato il dolore della solitudine e dell’abbandono,  affronta stavolta  in un atto incredibile di condanna l’istituto per eccellenza delle società: la famiglia.

Massimo e Milena, fratello e sorella, facce contrapposte di una “vita soffocata” tra le scialbe sicurezze di un monotono nucleo familiare, sono i protagonisti di questa vicenda. Su di loro una madre, chiusa in un silenzio ossessivo dopo la morte violenta del marito,  sempre pronta a puntare l’indice accusatorio su entrambi i figli.

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Sulla scena personaggi forti e fragili al contempo; azioni basati su equilibri instabili; rapporti minati alla base dalla ipocrisia e dalla rabbia, che, se pur sopita, è pronta ad esplodere e a divorarli. Ed allora basta una scintilla, come l’arrivo di un amore, oggetto del contendere violento tra loro,  per scatenare l’impulso dei sensi e dare inizio ad un tragico epilogo, ovvero l’acting out (letteralmente “gettar fuori”).

L’abilità dei singoli attori e i continui colpi di scena rapiscono lo spettatore incapace di distogliere l’attenzione dal lento districarsi della fitta matassa di segreti, bugie ed emozioni, percependo le folli psicologie dei singoli personaggi, ciascuno vittima di se stesso.

Presentazione

Scheda Tecnica

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