La casa di Bernarda Alba

Terzo e ultimo tassello della Trilogia lorchiana, “La casa di Bernarda Alba” (1936) è l’opera che meglio rispecchia la rigida morale della società dell’epoca contro cui Lorca dovette scontrarsi e che il regista, Nobili, è riuscito a rappresentare in maniera suggestiva e sempre originale.

La tragicità dell’opera si respira fin dall’ingresso del pubblico in sala, il quale si trova davanti ad una composizione di corpi vestiti di nero, inginocchiati e posizionati  con un ordine geometrico, sui quali incombe imperante la tirannia di Bernarda.

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L’evolversi degli accadimenti ad un ritmo serrato, all’interno di uno spazio scenico unico quasi claustrofobico, sottolinea ancor di più la drammaticità dell’opera giungendo al vero cuore della tragedia.

Ancora una volta, l’impossibilità dei personaggi di cambiare la propria condizione ed essere obbligati a vivere nel rispetto di ferree regole morali cattoliche sono il chiaro spunto da cui parte l’aspra critica che Lorca rivolge alle eterne convenzioni sociali e che rendono anche quest’opera senza tempo.

Presentazione

Scheda Tecnica

La casa di Bernarda Alba – videoclip

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